Giorgio Vasari


4 maggio / 7 luglio 2024

“Per gloria dell’arte et honor degli Artefici”

Giorgio Vasari artista e scrittore

a cura di Elisa Boffa

Biblioteca Città di Arezzo
Sala conferenze / via dei Pileati, 8
Ingresso gratuito
Orario di apertura

dal lunedì alla domenica

10:00 – 13:00 / 15:00 – 18:00

Negli spazi della Biblioteca Comunale un’esposizione di alcuni tra i tesori bibliografici custoditi nel suo catalogo – testi antichi, stampe e manoscritti – che documentano, in cinque sezioni dedicate, le origini della famiglia e la formazione del giovane Vasari, il suo operato di architetto e pittore, le diverse edizioni della sua opera libresca più celebre, “Le Vite”.

Nella prima sezione, Le origini e la famiglia, si pone in risalto la genealogia di Vasari partendo dal bisnonno Lazzaro, presente nelle Vite con un ritratto a lui dedicato, e vengono esposti anche lo stemma a colori della famiglia Vasari insieme ad un ritratto dell’artista realizzato con incisione calcografica. Completano questa sezione le opere di Giovanni Lappoli e Paolo Giovio che contribuirono in modo determinate all’affermazione dell’artista nel corso della sua vita.
La seconda sezione, Vasari architetto e pittore, mette in luce alcuni aspetti delle sue opere esponendo un manoscritto che riporta il contratto con sottoscrizione autografa relativo alla grande tavola raffigurante il Banchetto di Ester e Assuero, stipulato il 13 luglio 1548 con l’abate del monastero delle Sante Flora e Lucilla, con il quale Vasari si impegnava a realizzare «una tavola longa bracia 12, alta 6, qual va per ornamento del refettorio del detto monasterio». In merito alla sua attività di architetto sono esposti due manoscritti (Palliani e Sinigardi) che riportano la testimonianza dell’apposizione della prima pietra per la costruzione delle Logge di Piazza Grande.
La terza sezione, Le Vite, un bestseller dell’epoca moderna, documenta le numerose edizioni di quest’opera monumentale, che segna l’inizio della storia dell’arte moderna, partendo dall’edizione del 1568 stampata a Firenze presso Giunti, che seguì la princeps del 1550 di Torrentino, la quale ebbe minor fortuna. Nella sezione Altri scritti dell’artista si trovano altre opere di Vasari come I Ragionamenti, pubblicati postumi nel 1588 dal nipote Giorgio il Giovane, ma anche l’edizione aretina di Michele Bellotti del 1762.
Viene esposta inoltre una edizione novecentesca delle Poesie, contenute nel manoscritto Riccardiano n. 2948.
L’ultima sezione, Homo vapor est: Vasari e la sua eredità, è dedicata ad alcuni scritti e contributi che sono stati dedicati a Vasari successivamente alla sua morte fino al XX secolo, da Landucci a Cesare Guasti ad Alessandro Del Vita e Karl Frey.
Quest’ultima parte si chiude con il manoscritto 27 in cui si reperisce la registrazione della morte di Vasari, avvenuta il 27 giugno 1574.

4 maggio / 7 luglio 2024

“Per gloria dell’arte et honor degli Artefici”

Giorgio Vasari artista e scrittore

a cura di Elisa Boffa

Biblioteca Città di Arezzo
Sala conferenze / via dei Pileati, 8
Orario di apertura

dal lunedì alla domenica

10:00 – 13:00 / 15:00 – 18:00

La mostra espone manoscritti, stampe, libri antichi e moderni che fanno parte dell’ingente patrimonio documentale della Biblioteca, selezionati per approfondire varie tematiche legate alla vita e all’attività di Giorgio Vasari, scrittore ed artista.

Nella prima sezione, Le origini e la famiglia, si pone in risalto la genealogia di Vasari partendo dal bisnonno Lazzaro, presente nelle Vite con un ritratto a lui dedicato, e vengono esposti anche lo stemma a colori della famiglia Vasari insieme ad un ritratto dell’artista realizzato con incisione calcografica. Completano questa sezione le opere di Giovanni Lappoli e Paolo Giovio che contribuirono in modo determinate all’affermazione dell’artista nel corso della sua vita.
La seconda sezione, Vasari architetto e pittore, mette in luce alcuni aspetti delle sue opere esponendo un manoscritto che riporta il contratto con sottoscrizione autografa relativo alla grande tavola raffigurante il Banchetto di Ester e Assuero, stipulato il 13 luglio 1548 con l’abate del monastero delle Sante Flora e Lucilla, con il quale Vasari si impegnava a realizzare «una tavola longa bracia 12, alta 6, qual va per ornamento del refettorio del detto monasterio». In merito alla sua attività di architetto sono esposti due manoscritti
(Palliani e Sinigardi) che riportano la testimonianza dell’apposizione della prima pietra
per la costruzione delle Logge di Piazza Grande.
La terza sezione, Le Vite, un bestseller dell’epoca moderna, documenta le numerose edizioni di quest’opera monumentale, che segna l’inizio della storia dell’arte moderna, partendo dall’edizione del 1568 stampata a Firenze presso Giunti, che seguì la princeps del 1550 di Torrentino, la quale ebbe minor fortuna. Nella sezione Altri scritti dell’artista si trovano altre opere di Vasari come I Ragionamenti, pubblicati postumi nel 1588 dal nipote Giorgio il Giovane, ma anche l’edizione aretina di Michele Bellotti del 1762.
Viene esposta inoltre una edizione novecentesca delle Poesie, contenute nel manoscritto Riccardiano n. 2948.
L’ultima sezione, Homo vapor est: Vasari e la sua eredità, è dedicata ad alcuni scritti e contributi che sono stati dedicati a Vasari successivamente alla sua morte fino al XX secolo, da Landucci a Cesare Guasti ad Alessandro Del Vita e Karl Frey.
Quest’ultima parte si chiude con il manoscritto 27 in cui si reperisce la registrazione della morte di Vasari, avvenuta il 27 giugno 1574.

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